bunèt pimontese – Marisa, Silvia, io e Nonna Maria Teresa

La ricetta di oggi è un regalo di Silvia, una ragazza dolcissima, amante dei dolci, della sua terra, ma soprattutto della sua Nonna. Mi ha raccontato i suoi ricordi, le sue emozioni attraverso i sapori di un dolce semplicemente irresistibile, capace di racchiudere i profumi piemontesi, così come la vita di una Nonna ed una Nipote unica.

Marisa è stata una sarta, una di quelle con le mani rovinate dalla macchina da cucire, che, però, non ha mai perso la passione: mani sapienti che hanno lavorato per decenni, fino a creare l’abito più speciale di sempre, quello che ha incorniciato le curve di Silvia, la sua unica nipotina.

Un rapporto speciale, indescrivibile quello fra di loro; mille ricordi le legano: le scappatelle al mare, lontano da mamma e papà, verso “l’isola che non c’era tranne che per loro”. E così, vagando fra quelle spiagge che agli occhi di Silvia parevano deserte, Marisa traduceva in realtà ogni desiderio della piccola, bastava uno strattone alla gonna di Nonna, la parolina magica “per piacere” e un dolce bacio sulla guancia. Gelati giganti addolcivano le loro giornate.

Il mare era stupendo, ma la quotidianità con Nonna mancava di monotonia: il tempo assumeva un altro valore, si misurava seguendo la maturazione dei pomodori dell’orto di Marisa, veniva scandito dal canto del gallo e dal sobbollire della conserva in cucina. Ed era proprio in quella stanza che la Nonna creava magie: gli “ovetti” delle loro galline, passando tra le magiche mani di Marisa, si trasformavano in irresistibili cappelletti in brodo, profumati con le verdure ed erbe del suo giardino. Una volta in pensione, le sfoglie di pasta fresca sostituirono i tessuti che avevano caratterizzato la sua giovinezza. Perché, come dice lei, a fare la pasta fresca “j van du minute ad ampastè, j pens mi“.

Ma tra ricette uniche, dal mattone “a modo suo” sino alla Torta di Castagne (che ormai è diventata un must a Pasqua), ve n’è una, una in particolare che Silvia ama: il Bunèt; sarà per la sua dolcezza delicata come quella di Nonna Marisa, per l’intensità del cioccolato che le ricorda tanto Nonno Pieröt o, ancora, per la semplicità di quelle giornate. Un dolce che richiede tempo, pazienza e soprattutto tanto amore.

Una consistenza stupenda, avvolgente, cremosa, arricchita da dolce ed intenso caramello, il tutto accompagnato da una croccante e zuccherina base di amaretti: come direbbe Nonna Marisa, che parla solo il piemontese, questo dolce è davvero “una canunà“! Ovvero, semplicemente buonissimo.

 

 

Ed io, dopo aver sentito questa storia, non potevo che preparare questo dolce per la mia Nonna, dolce e magnifica al pari di Nonna Marisa.

Due Nonne, due Nipoti, un dolce.

 

 

INGREDIENTI:

Per il caramello:

  • 150 g zucchero
  • 50 g acqua

Per l’impasto del bunet:

  • 500 g latte intero fresco
  • 150 g zucchero
  • 200 g amaretti secchi
  • 35 g cacao amaro, setacciato
  • 4 uova intere + 1 tuorlo (possibilmente fresche come quelle di Marisa)
  • 2 cucchiai abbondanti di liquore all’amaretto
  • pizzico di sale

METODO:

  1. preriscalda il forno a 150°C.
  2. come prima cosa, prepara il caramello. In un un pentolino, unisci l’acqua e poi lo zucchero. Porta sul fuoco medio e lascia cuocere per circa 10 min, senza mescolare, fino ad ottenere un colore ben ambrato. Una volta pronto, versalo immediatamente in uno stampo da pulmcake oppure una teglia tonda da 24 cm di diametro.
  3. procedi poi preparando l’impasto del bunet: in una terrina, mescola le uova, il tuorlo e lo zucchero. Unisci poi il cacao ed il sale, mescola bene per incorporare. Aggiungi anche gli amaretti precedentemente sbriciolati con le mani ed il liquore. A parte, scalda il latte e, una volta che inizierà a fumare, aggiungilo al composto, poco per volta, mescolando continuamente.
  4. versa il tutto nella teglia e cuoci a bagno maria (vedi consigli a fine ricetta) per circa 50/60 min. o fino a quando si è rappreso. Quindi rimuovilo dal bagno maria, fallo raffreddare a temperatura ambiente e poi lascialo riposare in frigo per qualche ora. Per sformarlo, passa i bordi dello stampo con un coltellino a lama sottile e poi immergi la teglia per 30 secondi nell’acqua calda e capovolgila poi sul piatto da portata. Decora con amaretti.

Consigli:

  1. per creare il bagno maria in forno, semplicemente posiziona la pirofila con in cui hai versato l’impasto in una teglia più grande; riempi poi la teglia con acqua bollente fino a metà dello stampo ed infine inforna.
  2. Nonna Marisa, invece del liquore all’amaretto, utilizza il rum: prova entrambe le combinazioni e poi scegli quella che più preferisci!

 

 

Un ringraziamento speciale va sia a Silvia, sia a Marisa. Grazie per aver condiviso con me la vostra storia, i vostri magnifici ricordi ed invidiabile rapporto. I social possono, devono fare questo: condividere con il resto del mondo momenti di serenità, benessere, felicità.

Scrivere questo post è stato un tuffo al cuore; grazie, grazie, grazie.

Questa è la nostra versione del Bunèt, aspettiamo la vostra.

XOXO Cooker Girl, Marisa e Silvia.

O meglio, come direbbe Nonna Marisa, CEREA!

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